Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post

martedì 1 marzo 2016

Buona scuola, cattivi pensieri

Un articolo importante dedicato alla Mala Scuola di Renzi e agli abusi e stanno minando la democrazia e il futuro.
  

Verso il referendum. La Buona Scuola è anche una Scuola Legittima? Mettiamo in fila i sospetti, i dubbi di legittimità che ci attraversano già a prima lettura

14 Febbraio 2016 | di Michele Ainis *


La Buona Scuola è anche una Scuola Legittima? C’è insomma un vizio di legittimità costituzionale sotto la virtù di cui s’ammanta, fin dal suo nome di battesimo, la riforma congegnata dal governo? Impossibile rispondere in modo perentorio, perché l’incostituzionalità delle leggi rimane un sospetto, fin quando la Consulta non la dichiari con una specifica sentenza. Però possiamo mettere in fila i sospetti, i dubbi di legittimità che ci attraversano già a prima lettura.
Dubbi formali, innanzitutto. Che in questo caso pesano come una trave, perché la democrazia – come ci ha insegnato Hans Kelsen – è essenzialmente una modalità procedurale. E perché la forma è garanzia di libertà, diceva Calamandrei. Ma è una forma deforme, quella con cui il legislatore italiano confeziona i suoi provvedimenti. Dal «Cresci Italia» di Monti (decreto legge n. 1 del 2012: quell’anno l’Italia continuò a decrescere) alla «Buona Scuola» di Renzi, i nostri governanti meriterebbero un’incriminazione per truffa delle etichette, reato punito dal codice penale. Anche perché non è affatto fortuita l’assonanza fra leale e legale. Non a caso il tribunale costituzionale, in oltre 500 decisioni, ha evocato il principio dell’affidamento, della reciproca fiducia cui devono improntarsi i rapporti fra le istituzioni e i cittadini.

Secondo dubbio formale: la quantità di deleghe che la legge n. 107 del 2015 elargisce nei confronti del governo. Il comma 181 ne detta i principi e i criteri direttivi, come impone l’art. 76 della Costituzione; sennonché talvolta queste linee guida appaiono sin troppo sfumate, ambigue, reticenti. È il caso, per esempio, della delega ad accorpare in un futuro testo unico le disposizioni vigenti sulla scuola, autorizzandolo però ad apportarvi «modifiche innovative» per garantirne la coerenza: una delega in bianco, né più né meno.

Terzo dubbio formale: il maxiemendamento dal quale discende, come un frutto dal seme, la riforma della scuola. Rinverdendo così una prassi deteriore che i costituzionalisti denunziano da tempo, e su cui la Consulta farebbe bene ad accendere il rosso del semaforo. Perché tale prassi consuma una frode in danno dell’art. 72 della Costituzione: le leggi s’approvano «articolo per articolo», ma ogni articolo dovrebbe esporre un unico oggetto, un’unica materia. Perché in caso contrario viene confiscata la libertà di voto dei parlamentari, costretti ad esprimere un «sì» o un «no» in blocco, senza separare il loglio dal grano. E perché il risultato finale non è una legge, bensì un elenco del telefono, oltretutto scritto in ostrogoto: un solo articolo, 212 commi che ti fanno ammalare di commite.

E nel merito? Sulla legge n. 107 sono piovute, fin dalla sua gestazione in Parlamento, accuse d’ogni sorta. Talora pretestuose, quantomeno sul piano della legittimità costituzionale. È il caso dell’alternanza scuola-lavoro, che Alberto Lucarelli (nel suo blog sul Fatto quotidiano) giudica in contrasto con il diritto allo studio. E gli stage che le università italiane propongono da anni ai loro studenti, sono anch’essi incostituzionali? Attenzione a non trasformare il diritto allo studio nel dovere alla disoccupazione. È il caso, per fare un altro esempio, del Comitato per la valutazione dei docenti. Ne fanno parte un rappresentante dei genitori e uno degli studenti, e ciò secondo alcuni offenderebbe la libertà d’insegnamento. Che tuttavia non coincide con l’insindacabilità di cui godono i parlamentari, non è un ombrello da aprire in tribunale. D’altronde pure all’università gli studenti giudicano i loro professori, compilando una scheda di valutazione.

Rimangono però altre due obiezioni, e non di poco conto. In primo luogo circa il finanziamento agli istituti scolastici privati (il buono scuola), vietato dall’art. 33 della Costituzione: «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». Un divieto che il nostro legislatore si è messo sotto i tacchi fin dalla legge n. 62 del 2000, firmata dal governo D’Alema; ma nel diritto la recidiva è un’aggravante, non un’attenuante. In secondo luogo, c’è il punto più controverso della Buona Scuola: i poteri del dirigente scolastico. Che gestirà l’organico, assegnando le cattedre ai docenti; li premierà a sua discrezione con un bonus in denaro; formerà la sua squadra di governo scegliendo i docenti da promuovere al rango di ministro.

Insomma, un presidenzialismo nemmeno tanto mascherato; ma senza l’impeachment con cui il Congresso americano può licenziare Obama. Da qui i sospetti d’incostituzionalità, perché il principio democratico – che l’art. 1 della Carta pone a fondamento della nostra convivenza – vale per ogni istituzione pubblica, non solo per le assemblee legislative. E perché la scuola non è un’azienda, perché i docenti dipendono dallo Stato anziché da un manager privato, perché la loro libertà d’insegnamento si svuoterebbe come un uovo se un capoccia potesse dispensare premi e castighi in base a fedeltà politiche, o più semplicemente culturali. «Io non vivo, che per scrivere dei canti» diceva un verso di Béranger, poeta popolare francese vissuto al tempo della Restaurazione «ma se voi, Monsignore, mi togliete il posto, scriverò dei canti per vivere». Ecco, auguriamoci che nella scuola italiana sia ancora possibile cantare.


Professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico all’ Università degli Studi di Roma III, editorialista de “ Il Corriere della sera” e de “ L’ Espresso”

tratto da http://www.gildaprofessionedocente.it/news/dettaglio.php?id=433

venerdì 19 giugno 2015

Protocollo sulla scuola fra Belluno e Trento

Questo protocollo nasceva nel gennaio del 2013 quando si erano incontrati, come riferisce La Voce del Nord'Est, «presso la Sala Giunta della Comunità di Primiero, alla presenza del presidente Cristiano Trotter e dell’assessore della Comunità, Marco Zeni, [...] i presidi e i rappresentanti degli istituti superiori feltrini, il dirigente scolastico dr. Alessandro Bonesini e il direttore dell’Enaip di Primiero dr. Fausto Eccher, il dirigente del Servizio Istruzione della Provincia di Trento dr. Roberto Ceccato, la dr.ssa Faoro della Provincia di Belluno, il prof. Maurizio Milani referente per l’orientamento dell’Ufficio Scolastico di Belluno, Graziano Baster (Polo di Feltre, Colotti – Rizzarda), per il Liceo Dal Piaz, Giampietro Da Rugna, per ITI Negrelli-Forcellini, Costantina Facchin, per il Liceo Canossiane, Stefano Serafin e per Enaip Feltre, Marta Fornaro.
L’incontro era stato organizzato e promosso dai referenti della Rete Orientamento di Primiero, Delia Scalet, Dino Zanetel e Fabio Longo in collaborazione con la Comunità di Primiero.»
Dunque si parlò di scuole feltrine e primierotte fra dirigenti e referenti scolastici e funzionari delle rispettive Province, con due amministratori pubblici del Primiero. Nessun  rappresentante della popolazione feltrina era presente.

Poi un vuoto di memoria: non ricordo nè che il Distretto Formativo del Feltrino nè che l'Unione Montana Feltrina siano mai stati coinvolti nel protocollo sulla scuola.
E' un vuoto di memoria il mio o è soltanto un vuoto di democrazia?


 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 Delibera di Giunta della Provincia di Belluno n.218 del 05/12/2012

PROTOCOLLO D’ INTESA TRA

PROVINCIA DI BELLUNO, qui rappresentata dal Dirigente del Settore Sviluppo Economico sociale e culturale dott.ssa Gabriella Faoro, a ciò autorizzata in virtù dell’art.27 dello Statuto provinciale e della deliberazione delle Giunta provinciale n.218 di data 05.12.2012;

L’UFFICIO SCOLASTICO – AMBITO TERRITORIALE N. VIII DELLA REGIONE VENETO qui rappresentato dal dirigente vicario dell’Ufficio scolastico Territoriale di Belluno dott.ssa Daniela Del Pizzol, a ciò autorizzata ai sensi della disposizione dell’UST n.11251 del 29.12.2004;

LA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO, qui rappresentata dalla dott.ssa Marta Dalmaso, Assessore all’Istruzione, a ciò autorizzata in virtù dell’art. 1 del DPR 1.11.1973, n. 690, della L.P. 30.7.1987, n. 12, art. 2 e della deliberazione della Giunta Provinciale n.2655 di data 07.12.2012;

LA COMUNITA’ DI PRIMIERO qui rappresentata dal Presidente pro-tempore dott.Cristiano Trotter a ciò autorizzato in virtù dell’art.13 dello Statuto della Comunità e della deliberazione della Giunta della Comunità n.163 di data 28.11.2012.

Premesso che:
- nello scenario locale i comuni del Trentino e del Bellunese, situati sulla linea di confine, costituiscono centri di attrazione privilegiati dei flussi migratori degli studenti, specialmente di quelli in diritto-dovere all’istruzione ed alla formazione professionale, che negli ultimi anni ha raggiunto una consistenza numerica rilevante. Infatti si e’ via via registrata negli ultimi anni una richiesta cospicua di studenti della Provincia di Belluno che, attratti dall’offerta formativa programmata dalla Provincia Autonoma di Trento, intendono frequentare i rispettivi percorsi di istruzione e Iefp erogati dalle Istituzioni scolastiche e formative provinciali e paritarie del Trentino; viceversa, sempre più frequente è la richiesta di studenti del Trentino che si rivolgono alle Istituzioni scolastiche e formative della Provincia di Belluno per usufruire dei percorsi di istruzione e di Iefp programmati dalla Regione Veneto;

-sulla base delle rispettive competenze la Provincia di Belluno, la Provincia Autonoma di Trento e la Comunità di Primiero rilevano l’esigenza di cooperare al fine di meglio corrispondere ai bisogni educativi e formativi dei rispettivi territori dei comuni viciniori e tutelare cosi le pari opportunità delle famiglie degli studenti che intendono frequentare i percorsi di Istruzione e di Iefp realizzati sulla base dei rispettivi ordinamenti;

- i suddetti Enti condividono il ruolo di centralità assunto dall’istruzione e dalla formazione professionale nei processi di crescita e modernizzazione della società e considerano il raccordo del territorio dei comuni viciniori, nell’ambito dei servizi di istruzione, formazione e mondo del lavoro, un fattore strategico sia per le imprese che per i giovani che si affacciano al mercato del lavoro, specie nell’attuale contesto di razionalizzazione e contenimento delle risorse pubbliche;

- l’adesione al presente protocollo è stata decisa dai competenti organi, con appositi provvedimenti;

CONCORDANO
La Provincia Autonoma di Trento – Dipartimento della Conoscenza, la Comunità di Primiero, la Provincia di Belluno e l’Ufficio Scolastico Territoriale VIII, intendono realizzare, in condizioni di reciprocità, una rete coordinata nel settore dell’istruzione e della formazione professionale per favorire l’ottimizzazione della fruibilità dell’offerta scolastica e formativa presente nei rispettivi territori da parte degli studenti e promuovere, conseguentemente, un ulteriore sviluppo socio-economico dell’area di confine
In particolare, la collaborazione tra i soggetti firmatari del presente Protocollo di intesa è mirata a raggiungere i seguenti obiettivi:

- accogliere, in condizioni di reciprocità, le domande di iscrizione degli studenti dei percorsi di istruzione scolastica e di formazione professionale rientranti nell’ambito del diritto-dovere all’istruzione ed alla formazione professionale all’interno delle Istituzioni scolastiche e formative provinciali e paritarie dislocate nei comuni viciniori delle due Province;

- facilitare nei rispettivi territori – attraverso la collaborazione di tutti gli enti preposti – l’accesso, l’inserimento, il successo formativo e la regolarità della frequenza dei percorsi formativi, garantendo così l’espletamento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione professionale;

- agevolare lo scambio e la circolazione delle esperienze e delle buone prassi mediante l’organizzazione di momenti di confronto periodico tra le reti per l’orientamento presenti nei rispettivi territori;

- promuovere reciprocamente l’offerta scolastica e formativa presente nei due territori;

- nell’ambito delle attività di orientamento promosse e/o realizzate da ciascun ente nei confronti di tutti i possibili utenti (studenti, famiglie, operatori), diffondere la conoscenza dei diversi sistemi formativi presenti nei due territori per agevolare la scelta scolastico-professionale dei rispettivi studenti;

- favorire scelte programmatorie più consapevoli da parte dei soggetti preposti grazie anche allo scambio di dati in forma aggregata sui flussi di accesso alle istituzioni scolastiche e formative nelle aree territoriali confinanti.

3) DIFFUSIONE DEL PROTOCOLLO D’ INTESA
Le Parti si impegnano a promuovere – nei modi che riterranno più opportuni – la diffusione dei contenuti del presente protocollo e dei rispettivi esiti in divenire tra tutte le istituzioni scolastiche e formative provinciali e paritarie presenti nelle due province e gli enti locali interessati.

4) DECORRENZA E DURATA
Il presente protocollo di intesa decorre dalla data di sottoscrizione e ha durata permanente fino alla formale disdetta di una delle parti firmatarie. Ognuna delle parti potrà disdire il protocollo tramite raccomandata a/r e potrà procedere alla sua rescissione ove si verifichino violazioni degli impegni sottoscritti, contestati per iscritto, con le motivazioni del caso.

5) FORME STABILI DI CONSULTAZIONE.
Le parti firmatarie del presente protocollo di intesa si impegnano ad attuare forme stabili di consultazione con l’obiettivo di ogni ampio confronto sulla sua attuazione e su ogni altra azione finalizzata ad elevare la qualità del rispettivo sistema formativo.



6) ACCORDI SUCCESSIVI
Qualora si renda necessario, per un più efficace svolgimento delle attività oggetto del presente protocollo di intesa, le Parti potranno stipulare specifici accordi operativi.

7) CONTROVERSIE
Ogni controversia derivante dall’esecuzione del presente protocollo di intesa che non venga definita bonariamente sarà devoluta all’organo competente previsto dalla vigente normativa.

8) ESECUTIVITA’.
Il presente protocollo, per divenire esecutivo, dovrà essere ratificato dai rispettivi organi deliberativi
competenti degli enti firmatari.

9)  REGIME FISCALE.
Per il presente atto si invoca l'esenzione dal bollo ai sensi dell'art. 16 dalla tabella allegato B) al Decreto del Presidente della Repubblica 26.10.1972 n. 642 ed ai sensi della Legge n. 210
del 17.05.1985.

Letto, confermato e sottoscritto.


FIRMA DELLE PARTI
....



fonti: 
http://attiamministrativi.provincia.belluno.it/pratiche/dett_registri.php?id=9565
http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2013/01/30/news/trento-e-belluno-unite-dalla-scuola-1.6445136
http://www.lavocedelnordest.eu/protocollo-scuola-trento-belluno-nuovo-incontro-a-primiero/
http://www.lavocedelnordest.eu/comunita-primiero-provincia-di-belluno-protocollo-sulla-scuola/

martedì 27 gennaio 2015

Comune e alpini all'asilo di Pez


16 luglio 2012 ·

Scuola dell'Infanzia di Pez: gli operai comunali hanno eseguito i preparativi (scavi, approvvigionamento materiali, quote, ecc) per preparare il cantiere ai volontari ANA che eseguono il getto della soletta e il rialzo del muro a sud. Nella foto i volontari ANA.
 

Il cantiere presso la Scuola dell'Infanzia di Pez. Al termine dell'intervento dei volontari ANA gli operai comunali porteranno la terra e risalderanno la ringhiera che attualmente è stata tolta per alzare il muro.
 

venerdì 16 gennaio 2015

L'analisi merceologica ecologica per i bambini

Giorno 13.01.014 presso il cortile delle scuole elementari di Cesiomaggiore si è tenuta a scopo formativo  l'analisi merceologica dei rifiuti. 
L'atività diodattica, effettuata su proposta dell'ufficio ecologico associato dell'Unione Montana Feltrina è stata resa possibile grazie all'apporto dei tecnici della ditta Aimeri Ambiente che serve il territorio Feltrino e alla presenza degli alunni
L'esperienza si è rilevata interessante, pratica e partecipativa per i bambini.
Il Comune di Cesiomaggiore era presente con l'Ass. Bristot e con il tecnico addetto Geom Zanella.