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domenica 25 gennaio 2015

Il Sentiero di Cesare

10 ottobre 2013

Valle di Canzoi... L'inaugurazione del Sentiero di Cesare dedicato al naturalista Cesare Dalfreddo.

i sindaci e l'acqua

27 febbraio 2014


Se qualcuno vuole togliere ai sindaci l'onere di controllare, per conto dei cittadini, la gestione del servizio idrico, è bene che sappia che questa è anche la volontà di chi spera nella privatizzazione del servizio e, di fatto, della stessa risorsa, cioè l'acqua.

il tuo sindaco

Forse il sindaco non potrà fare molto per i vostro problema personale o familiare, ma è sempre il vostro sindaco, ed è lì per voi. Allora non esitate a chiamarlo e a parlargli, se ne sentite il bisogno. Insieme si può cercare una soluzione.

domenica 11 gennaio 2015

Lettera al Governo per un mancato appuntamento

12 gennaio 2015 alle ore 4.47 

Sono le tre di notte del 12 gennaio 2015, mi sono svegliato presto oggi perchè da Belluno dove abito devo raggiungere Feltre (30 Km da qui) . Lì alcuni sindaci mi stanno aspettando per partire insieme alla volta di Roma. Stamattina verso le nove saremo ricevuti presso il ministero e saremo sentiti sulla questione dell'IMU per i terrreni agricoli di montagna.
Ecco che la macchina anche oggi fa le bizze, è da diversi giorni che le fa per un pieno di gasolio annacquato. Perdo tempo ad avviare il motore, perdo tempo a scaldarlo, e sono in ritardo.
Parto, ma quando sono a Sedico è ormai chiaro che ho perso, per una manciata di minuti, l'aggancio coi colleghi. Perso l'aggancio è perso per me anche il treno delle 5.55 da Padova a Roma. OK: è andata!

Oggi dunque non ci sarò a Roma, non potrò dar numero alla protesta come avevo pensato: ciò mi mette di pessimo umore. Com'è facile a volte "perdere i treni" nonostante l'impegno che ci si mette. Basta u po' di stanchezza, bastano dei piccoli banali problemi qualche volta fisici qualche volta meccanici, e le cose vanno per un verso non voluto... Siamo umani.
Daccordo, io non sarò a Roma per uno stupido problema di gasolio e di motore, ma se non ci sarò fisicamente, ci sarò senza dubbio con la testa e con il cuore.

Fermo alla mia scrivania, (adesso sono le cinque di mattina) scrivo.
Scrivo per sfogarmi della mancata partenza, perchè odio i cambi di programma involontari, ma scrivo soprattutto di ciò che avrei voluto dire ai cari Signori del Governo.

Scrivo a Lei Signor Presidente del Consiglio. 

All'incontro di oggi avrei voluto dire molte cose al suo ministro. Cose serie e cose dure.
Avrei voluto dire e spiegare senza mezzi termini a voi, signori del governo, che state ormai giocando con il fuoco. Che tra l'ordine democratico e il caos dello stato che si disfa ci stanno i sindaci. I sindaci che voi costringete a fare da gabellieri per vostro contro, i sindaci ubbidienti e responsabili, ligi alle istituzioni e al giuramento di fedeltà fatto alla Repubblica, i sindaci attenti a non incendiare di anarchia questo Paese, ubbidienti alla leggi e alla costituzione per il forte senso del dovere e delle istituzioni che hanno.
I sindaci stanno dalla parte dello Stato, daccordo, ma i cittadini vanno difesi! A Roma, a Venezia, a Belluno, vanno difesi. Difesi certo, ma da che cosa? Da chi li governa? Da quel parlamento che democraticamente li dovrebbe rappresentare? Siamo arrivati forse a questo punto? Al punto che i cittadini devono essere difesi dalle loro stesse istituzioni statali? Dio non voglia, ma ho paura di sì.
Dagli enti locali arrivano preoccupantissimi segnali d'allarme: i tagli operati sui bilanci colpiscono in modo indifferenziato gli enti spreconi come quelli virtuosi, gli enti furbi come quelli onesti, col netto vantaggio dei peggiori, vantaggio iniquo che voi non potete più ignorare, che forse non avete mai ignorato.
Voi del governo lo sapete benissimo questo, ma allora perchè non cambiate sistema?
Sapete benissimo che la spesa dello stato centrale è andata aumentando in questi ultimi anni, e in modo macroscopico, e che gli enti locali sono stati messi invece a pane a acqua per sopperire alla medesima spesa. Sapete benissimo che gli enti locali incidono solo per una minima parte della spesa pubblica, e però pretendete dagli stessi una contrazione delle uscite che essi vi non possono dare. Siete onesti, siete ciechi? Vi rendete conto di ciò che state facendo? Siete... in buona fede?
I nuovi bilanci pubblici che avete introdotto sembrano richiamarsi pari pari ai dettami del cosiddetto "statuto della P2", è un fatto casuale? Lo spero di cuore, ma intanto questi bilanci saranno dei campi minati di contabilità, dei labirinti di filo spinato per gli amministratori. Anche questo voi voi lo sapete, ma a quanto pare vi va bene così. Sapete che essi renderanno difficile, "ancor più difficile" per gli amministratori locali, lavorare correttamente ed efficacemente negli enti più onesti. Ma di questo a voi qualcosa ve ne cale?
L'IMU dei terreni agricoli di montagna non è forse nemmeno la questione centrale, non è la più importante, però è un paradigma del vostro stile di governo.
Avete calcolato in modo autonomo e poco chiaro per ciascun comune le entrate presunte che secondo voi deriverebbero dall'IMU dei terreni agricoli. Il calcolo è tutto da verificare, ma intanto avete tolto, a dicembre 2014, con un bilancio in chiusura, anzi, già chiuso, e con un effetto retroattivo, centinaia di migliaia di euro a ciascun comune. I comuni anche stavolta per riavere quei soldi che avete sottratto, li dovranno "risucchiare" letteralmente dalle vene dei loro cittadini, oppure dovranno chiudere i servizi che essi erogano in loro favore. Vi sembra bello? Ve le lavate le mani? Lo sapete che in ogni caso la differenza tra i soldi sottratti da voi ai comuni, col sistema dei tagli ai trasferimenti statali, e quelli effettivamente recuperati con le tasse, resterà una differenza non risarcita ovviamente a danno dei comuni, e quella resterà allo stato, con tanti saluti al territorio? Lo sapete certo che lo sapete, ma vi va bene così.

Più tasse e meno servizi, ma perchè? Per pagare chi? In ossequio a quale logica o a quale oscuro potere finanziario?
Lo capite o no che noi non possiamo più andare avanti così? Riuscite o no a vedere che gli enti locali, così come le aziende, sono ormai allo stremo delle forze? Che le aziende, ma soprattutto i cittadini hanno bisogno di un governo vero, di soluzioni vere per i loro problemi.
Vere in che senso? Vere nel senso di efficaci, nel senso che sono capaci di risolvere davvero i problemi, di incidere positivamente nella realtà. Di voltar pagina.
Abbiamo tutti bisogno di un governo che protegga l'economia italiana, per esempio, che protegga e valorizzi il manifatturiero, l'agricoltura, il turismo, il terziario avanzato, la ricerca. Lo sapete fare questo? Ad oggi gli effetti del vostro lavoro mica si son visti.
Abbiamo bisogno di un governo che la smetta di saccheggiare i conti correnti, i risparmi, degli italiani; o che la smetta di metter mano (a vanvera) nella scuola, di buttar là riforme sempre più sgangherate e sgagheranti, volte soltanto a risparmiare.
Ci serve un governo che dia efficacia alla magistratura, per dirne un'altra, che faccia in modo di avere processi veloci e definitivi. E di un governo che tolga certi cosiddetti diritti, che sono i privilegi scandalosi e inaccettabili che hanno tutte le "caste" di questa benedetta Repubblica.
E poi serve un governo che moralizzi la politica colpendone la corruzione, che dia anche la certezza della pena, chiaro, per politico corrotto, ovvio, per il mafioso, ma anche per il vandalo del sabato notte,a cne per il piccolo topo d'appartamento, anche per il criminale minorenne. Tutto secondo giustizia e proporzione, sia ben chiaro. Perchè il ricorso all'impunità sistematica, alla depenalizzazione dei reati all'indulto ricorrente, servirà a certo svuotare le carceri, a farci dire bravi dall'UE, ma non a dare il senso di un paese serio ed affidabile. Non a dare il senso della giustizia.
Ci vuole un governo che sappia darsi delle priorità reali, che non siano di  bandiera, o ideologiche, priorità legate al più vasto e condiviso sentire della gente, priorità soprattutto legate ai bisogni reali che la gente ha. Sarà pure qualunquismo il mio, ma questo governo le ha capite o no le priorità degli italiani?
Servono azioni coraggiose e responsabili che limitino i danni ecomomici che altri paesi ci stanno facendo. Servono leggi meno ossequiose nei confronti della finanza internazionale. Serve coraggio insomma!
Sì, è davvero l'ora di avere politici forti, di gente di cuore, gente di testa. Ma voi lo siete?
C'è bisogno, per esempio, di un governo che operi per mantenere i capitali italiani in Italia, non per favorire soltanto (e a parole) l'attrazione, come dite voi, di capitali esteri, che poi vuol dire la svendita agli stranieri di interi settori del nostro sistema produttivo. C'è bisogno di un governo che dia agli italiani delle buone ragioni  per  investire essi stessi nel loro Paese, perchè è questo, a lungo termine, il capitale che davvero ci serve.
Ditelo, se siete impotenti, o complici o se siete semplicemente degli incapaci strapagati.
C'è bisogno di un governo che ponga termine al dissanguamento che deriva dall'eccessiva apertura dei confini. Milioni di euro guadagnati in Italia escono per sempre dal nostro paese e vengono spesi un po' dovunque, fuorchè qui da noi. E' un'emorragia spaventosa. I nostri prodotti vengono falsificati, imitati, osteggiati nei modi più creativi nel mondo e voi che fate per tutelarli? Che fate per difendere a livello globale i prodotti italiani?
Non è un sindaco che deve fare questi discorsi, avete ragione, è la politica, quella vera quella dei grandi politici e dei partiti. Ma come fa un sindaco a non dire che il pericolo di un collasso della democrazia è dietro l'angolo, che la crisi economica metterà a nudo molto presto la terribile fragiità del sistema democratico di questo Paese? E allora... crack!
L'Italia non è una potenza economica così piena di risorse da poter mantenere il mondo intero, l'ltalia è un paese sull'orlo della povertà. Ma voi sembrate non averlo capito. Sapete cose che noi non sappiamo? Vede cose che noi non vediamo?
Come può un sindaco non dire tutto ciò vedendo con quanta facilità il governo dilapidi il denaro dei suoi cittadini in ogni direzione. Vedendo la facilità con la quale inventi sempre nuove tasse per prelevar denaro dai suoi contribuenti.
Non tocca forse a un sindaco che vive nel suo territorio, che non ha palazzi per isolarsi dalla realtà, e che respira l'aria di tutti i cittadini normali, dire queste cose?
State sbagliando tutto. State sbagliando tutto.

Rivedete subito la questione dell'IMU dei terreni agricoli di montagna, toglietela, per favore, e sostituitela con risparmi su tutte quelle spese che non siano dirette al benessere essenziale degli italiani, sostituitela con dei risparmi su quelle cose che non difendono il Paese, che non difendono gli interessi degli italiani, che non sono direttamente collegate con lo sviluppo e la vita sociale di quessta nazione.
Imparate a dire di no piuttosto alle persone a cui va detto. A certi poteri sovranazionali a certe lobby finanziarie, a certe massonerie grasse e cialtrone. Imparate che per il governo italiano è il popolo italiano che deve venire prima di tutto: il popolo non è lì per fare da piedestallo alle vostre poltrone, sono quelle poltrone che piuttosto devono esistere per servire gli italiani. Gli italiani ho detto, non gli interessi finanziari del globo intero, non L'Europa dei Palazzi, non il mondo: gli italiani.

Questo avrei detto  al ministro se un dannato problema di motore non mi avesse malauguratamente fermato.

martedì 6 gennaio 2015

Sindaco e protezione civile

27 novembre 2013 alle ore 11.26

Articolo di Lorenzo Alessandrini.

A tutela degli interessi diffusi è ordinariamente una delle competenze più delicate ed importanti del comune. All'interno di questo quadro, le responsabilità politiche e amministrative del sindaco in materia di protezione civile appaiono fortissime. Occorre però preliminarmente distinguere due aspetti che pur apparendo uniti, in realtà integrano due responsabilità di carattere diverso. Il primo è quello della protezione civile intesa come competenza amministrativa, che spetta al comune come luogo privilegiato di tutela degli interessi esposti della popolazione. In questo campo il Decreto Legislativo 31.3.1998 n.112 sintetizza bene all'articolo 108 la quantità e la qualità dei compiti assegnati al comune, tenendo bene presente che la cosiddetta clausola residuale (a chi spetta tutto ciò che non è precisamente elencato?) nel costruendo sistema semi - federale italiano privilegia gli enti locali a differenza di quasi tutti gli altri paesi. Le competenze comunali vanno esercitate a valere ordinariamente sulle risorse provenienti dal gettito fiscale.

Poi vi è la competenza "sindacale", che integra invece una responsabilità diretta personale del sindaco nel garantire la tutela immediata della incolumità dei cittadini che viene messa a rischio. Le fonti di tale responsabilità si rintracciano facilmente nell'articolo 15 della legge 24.2.1992 n.225 (1) e nell'articolo 54 del testo Unico degli EE.LL. D.lgs. 18.8.2000 n.267 (2).

Si tratta in entrambi i casi di gabbie abbastanza serrate da cui non è possibile scappare, sia per l'ente che per l'organo monocratico.

Va detto da ultimo che la responsabilità si accompagna però anche a una forte connotazione di autorità (vd. art. 15 citato), tanto è vero che nella legge italiana non si rintraccia un'altra figura che con tanta forza sia definita "autorità" in compiti che ineriscano la salvaguardia della pubblica incolumità quanto il primo cittadino di un comune, mentre poteri simili o analoghi prima affidati ad esempio al Prefetto (e cioè allo Stato) quali le ordinanze contingibili ed urgenti, sono oggi stati soppressi nel quadro del più moderno sistema sussidiario.

Di conseguenza, si può concludere che l'autorità comunale di protezione civile è il sindaco, sia quale capo di un'amministrazione titolare di competenze amministrative nel tempo ordinario sia quale organo personalmente chiamato ad azioni tecnico - amministrative anche di carattere estremo in occasione di eventi di protezione civile.

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(1)
LEGGE 24 febbraio 1992, n. 225 - Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile.

Art. 15.
Competenze del comune ed attribuzioni del sindaco 

  1. Nell'ambito del quadro ordinamentale di cui alla legge 8  giugno 1990, n. 142, in materia di autonomie locali, ogni comune  puo'dotarsi di una struttura di protezione civile.

  2. La regione, nel rispetto delle competenze ad essa affidate  in materia   di organizzazione dell'esercizio delle funzioni amministrative a livello locale, favorisce, nei modi e con le forme ritenuti opportuni, l'organizzazione di strutture   comunali di protezione civile.

  3. Il sindaco è autorità comunale  di  protezione civile. Al verificarsi dell'emergenza nell'ambito del territorio comunale, il sindaco assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite e  provvede  agli interventi necessari dandone immediata comunicazione al prefetto e al presidente della giunta regionale.

  4. Quando la calamita'  naturale o l'evento non possono essere fronteggiati con i mezzi a disposizione del comune, il sindaco chiede l'intervento di altre forze e strutture al prefetto, che adotta i provvedimenti di competenza, coordinando i propri interventi con quelli dell'autorità comunale di protezione civile.

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(2)
Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"

Articolo 54
Attribuzioni del sindaco nei servizi di competenza statale

 1. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovraintende:
   a) alla tenuta dei registri di stato civile e di popolazione ed agli adempimenti demandatigli dalle leggi in materia  elettorale, di leva militare e di statistica;
   b) alla emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in materia di ordine e di sicurezza pubblica;
   c) allo svolgimento, in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, delle funzioni affidategli dalla legge;
   d) alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone il prefetto.

  2. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumita' dei cittadini; per l'esecuzione dei relativi ordini puo' richiedere al prefetto, ove occorra, l'assistenza della forza pubblica.

  3. In casi di emergenza, connessi, con il traffico e/o con l'inquinamento atmosferico o acustico, ovvero quando a causa di circostanze straordinarie si verifichino particolari necessita' dell'utenza, il sindaco puo' modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonche', d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, adottando i provvedimenti di cui al comma 2.

4. Se l'ordinanza adottata ai sensi del comma 2 e' rivolta a persone determinate e queste non ottemperano all'ordine impartito, il sindaco puo' provvedere d'ufficio a spese degli interessati, senza pregiudizio dell'azione penale per i reati in cui fossero incorsi.

  5. Chi sostituisce il sindaco esercita anche le funzioni di cui al presente articolo.

  6. Nell'ambito dei servizi di cui al presente articolo, il prefetto puo' disporre ispezioni per accertare il regolare funzionamento dei servizi stessi nonche' per l'acquisizione di dati e notizie interessanti altri servizi di carattere generale.

  7. Nelle materie previste dalle lettere a), b), c) e d) del comma 1, nonche' dall'articolo 14, il sindaco, previa comunicazione al prefetto, puo' delegare l'esercizio delle funzioni ivi indicate al presidente del consiglio circoscrizionale; ove non siano costituiti gli organi di decentramento comunale, il sindaco puo' conferire la delega ad un consigliere comunale per l'esercizio delle funzioni nei quartieri e nelle frazioni.

  8. Ove il sindaco o chi ne esercita le funzioni non adempia ai compiti di cui al presente articolo, il prefetto puo' nominare un commissario per l'adempimento delle funzioni stesse.

  9. Alle spese per il commissario provvede l'ente interessato.

  10. Ove il sindaco non adotti i provvedimenti di cui al comma 2, il prefetto provvede con propria ordinanza.

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L'articolo di L. Alessandrini è pubblicato in http://protezionecivile.formez.it/node/1379