Da
metà anni Novanta qui da noi si taglia la spesa pubblica: scuola,
sanità, sociale, sicurezza... eppure sembra che la spesa pubblica sia
cresciuta, ma è davvero così? Non saranno cresciuti invece gli stipendi
degli alti dirigenti pubblici? Dagli anni Novanta si taglia su tutto e
siamo arrivati qui: siamo sicuri che sia la strada giusta?
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domenica 25 gennaio 2015
più tagli più cresce?
Da
metà anni Novanta qui da noi si taglia la spesa pubblica: scuola,
sanità, sociale, sicurezza... eppure sembra che la spesa pubblica sia
cresciuta, ma è davvero così? Non saranno cresciuti invece gli stipendi
degli alti dirigenti pubblici? Dagli anni Novanta si taglia su tutto e
siamo arrivati qui: siamo sicuri che sia la strada giusta?
sabato 17 gennaio 2015
Dodici milioni che scottano.
Dodici milioni di Euro.
E' la cifra pagata, secondo fonti arabe tutt'altro che ignorabili, ai ribelli islamisti siriani per la liberazione di Greta Ramelli e di Vanessa Marzullo, le due sostenitrici italiane di Al Nusra.
Si affretta la stampa filogovernativa a mettere in discussione la cifra, non riuscendo tuttavia a dimostrarne l'inesattezza, e dovendo ammettere piuttosto che si deve parlare in ogni caso di "svariati milioni di euro". Non riuscendo (o non volendo), invece, strappare al governo la cifra reale, conti alla mano, di ciò che ha veramente elargito ai miliziani in cambio delle due attiviste. Alla faccia della cronaca veritiera e della trasparenza in bilancio!
Il padre di Vanessa dice: "non c'è nulla per cui scusarsi". Beh, veda lui!
Dodici milioni di Euro però è la cifra che manca alla Provincia di Belluno per poter espletare le sue competenze sulle strade provinciali, cioè per pagare Veneto Strade che di esse cura la manutenzione.
Dodici milioni di Euro è anche ventitre (23) volte la cifra che sta ricevendo annualmente dallo stato il Comune di Cesiomaggiore (BL), cifra che al 2014 è stata abbassata ad appena 516.194.03 €. Quei dodici milioni del riscatto sono, cioè, ben ventitre anni di finanziamenti statali a Cesiomaggiore.
Dodici milioni di Euro è anche la bellezza di novemiladuecentotrenta (9230,77) stipendi di comuni lavoratori italiani, visto che l'ISTAT calcola intorno ai 1300.00 euro al mese il reddito medio degli italiani. Si possono pagare allora, con dodici milioni di euro, ben 9231 mesi di lavoro, pari a 710 anni. E 710 anni di lavoro possono valere per esempio, 36 anni di stipendio medio per venti lavoratori italiani. In altre parole: dodici milioni di euro sono il valore stipendiale di una vita lavorativa di venti persone.
Dodici milioni di Euro possono salvare molte vite.
Scrive savethechildren.it
Dodici milioni di Euro, o comunque "svariati milioni" (come dice chi minimizza), stanno adesso nelle mani di uomini armati, assetati di sangue. Di ribelli che, a torto o a ragione, impiegheranno quei soldi, che sanno di lavoro italiano, per acquistare cibo, certo, e medicine, ma soprattutto divise, carburante e ... armi: armi per la guerra. E quelle armi, comprate col riscatto delle due ragazze, a qualche ora faranno il loro sporco lavoro: uccideranno, a torto o a ragione, i colpevoli e gli innocenti, gli uomini cattivi e quelli buoni, i soldati regolari, i poliziotti e i criminali di guerra, le donne e i bambini...
Leggeremo la cronache di quei massacri siriani, le cronache delle violenze quotidiane e potremo dire anche noi, che in quei massacri, che in quelle violenze ci abbiamo messo la nostra parte, una parte da dodici milioni di euro. Quei dodici milioni che scottano.
Viva la causa di Greta e di Vanessa!
Eccoci arrivati al capolinea del discorso: soldi per Cesiomaggiore non ce ne sono, soldi per la Provincia di Belluno non ce ne sono, soldi per la sanità dei veneti non ce ne sono...
Ce ne sono sempre di soldi, invece, per cavare dai guai gli incoscienti, per salvare gli amici delle cause sbagliate.
E' la cifra pagata, secondo fonti arabe tutt'altro che ignorabili, ai ribelli islamisti siriani per la liberazione di Greta Ramelli e di Vanessa Marzullo, le due sostenitrici italiane di Al Nusra.
Si affretta la stampa filogovernativa a mettere in discussione la cifra, non riuscendo tuttavia a dimostrarne l'inesattezza, e dovendo ammettere piuttosto che si deve parlare in ogni caso di "svariati milioni di euro". Non riuscendo (o non volendo), invece, strappare al governo la cifra reale, conti alla mano, di ciò che ha veramente elargito ai miliziani in cambio delle due attiviste. Alla faccia della cronaca veritiera e della trasparenza in bilancio!
Il padre di Vanessa dice: "non c'è nulla per cui scusarsi". Beh, veda lui!
Dodici milioni di Euro però è la cifra che manca alla Provincia di Belluno per poter espletare le sue competenze sulle strade provinciali, cioè per pagare Veneto Strade che di esse cura la manutenzione.
Dodici milioni di Euro è anche ventitre (23) volte la cifra che sta ricevendo annualmente dallo stato il Comune di Cesiomaggiore (BL), cifra che al 2014 è stata abbassata ad appena 516.194.03 €. Quei dodici milioni del riscatto sono, cioè, ben ventitre anni di finanziamenti statali a Cesiomaggiore.
Dodici milioni di Euro è anche la bellezza di novemiladuecentotrenta (9230,77) stipendi di comuni lavoratori italiani, visto che l'ISTAT calcola intorno ai 1300.00 euro al mese il reddito medio degli italiani. Si possono pagare allora, con dodici milioni di euro, ben 9231 mesi di lavoro, pari a 710 anni. E 710 anni di lavoro possono valere per esempio, 36 anni di stipendio medio per venti lavoratori italiani. In altre parole: dodici milioni di euro sono il valore stipendiale di una vita lavorativa di venti persone.
Dodici milioni di Euro possono salvare molte vite.
Scrive savethechildren.it
"Oltre 500 bambini al giorno perdono la vita a causa del morbillo. Nonostante il rimedio contro questa malattia sia sicuro e a basso costo, nei paesi a basso reddito i vaccini sono inaccessibili per tanti bambini. Bastano 15 € per acquistare 100 vaccini per altrettanti bambini."Vogliamo toglierci la curiosità di sapere quante dosi di vaccino da 15 € il centinaio, si possono comprare con 12 milioni di euro? Ebbene, sono 80.000.000, e sono buone per salvare 80.000.000 bambini da un morbillo letale.
Dodici milioni di Euro, o comunque "svariati milioni" (come dice chi minimizza), stanno adesso nelle mani di uomini armati, assetati di sangue. Di ribelli che, a torto o a ragione, impiegheranno quei soldi, che sanno di lavoro italiano, per acquistare cibo, certo, e medicine, ma soprattutto divise, carburante e ... armi: armi per la guerra. E quelle armi, comprate col riscatto delle due ragazze, a qualche ora faranno il loro sporco lavoro: uccideranno, a torto o a ragione, i colpevoli e gli innocenti, gli uomini cattivi e quelli buoni, i soldati regolari, i poliziotti e i criminali di guerra, le donne e i bambini...
Leggeremo la cronache di quei massacri siriani, le cronache delle violenze quotidiane e potremo dire anche noi, che in quei massacri, che in quelle violenze ci abbiamo messo la nostra parte, una parte da dodici milioni di euro. Quei dodici milioni che scottano.
Viva la causa di Greta e di Vanessa!
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| Calo dei traasferimeti statali al Comune di Cesiomaggiore |
Eccoci arrivati al capolinea del discorso: soldi per Cesiomaggiore non ce ne sono, soldi per la Provincia di Belluno non ce ne sono, soldi per la sanità dei veneti non ce ne sono...
Ce ne sono sempre di soldi, invece, per cavare dai guai gli incoscienti, per salvare gli amici delle cause sbagliate.
venerdì 16 gennaio 2015
Sulla discesa dei sindaci a Roma per l'IMU agricolo
Cosa si dice della discesa dei sindaci a Roma dell'incontro con il Ministro Lnzetta a proposito di IMU sui terreni agricoli di Montagna?
E se il governo sospendesse la riscossione dell'imposta dai contribuienti, ma mantenesse nel contempo i tagli già effettuati sui bilanci comunali in ragione di detta riscossione? Quale sarebbe l'impatto finale per i comuni?
Sarebbe disastroso soprattutto se sommato alla già annunciata diminuzione dei trasferimenti statali dovuta al cosiddetto contenimento della spesa pubblica.
Questo è lo specchietto dei tagli già effettuati per i soli comuni dela Unione Montana Feltrina ********************************************
L'Eco di Bergamo:
«Via l’Imu dai terreni di montagna»500 sindaci a Roma: moderato ottimismo
"Il 26 gennaio è l’ultima data utile per il pagamento
dell’Imu sui terreni agricoli dei Comuni sotto i 600 metri di
altitudine.
********************************************
Corriere della Sera:
Protesta dei sindaci montani contro Imu agricola e stangata sui pellet
Negli uffici di via Campo Marzio la mobilitazione a cui hanno partecipato gli amministratori di 300 comuni
ROMA - Sono circa 300 i sindaci da tutta
Italia c
he hanno pacificamente invaso gli uffici della Camera di via di
Campo Marzio, per partecipare alla mobilitazione organizzata per il 12
gennaio dall’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della Montagna,
in collaborazione con Anci, Upi e Uncem. L’obiettivo dell’iniziativa
sottoporre a Governo e Parlamento le richieste degli amministratori
montani, colpiti da una serie di provvedimenti che stanno mettendo a
serio rischio la tenuta del sistema: dall’Imu sui terreni agricoli
all’aumento dell’Iva sul pellet dal 10 al 22 per cento, misure che
possono avere impatti economici pesanti sulle microeconomie rurali.martedì 6 gennaio 2015
IMU sui terreni agricoli di montagna
1 dicembre 2014
IMU sui terreni agricoli di montagna: esattamente quel che NON ci voleva per la ripresa del territorio...
107.354,63 sono gli euro che lo stato sottrae d'autorità al bilancio 2014 (sic!) del Comune di Cesiomaggiore (circa 4100 abitanti). Lo comunica il ministero all'ultimo di novembre per l'anno in corso -ma ci rendiamo conto?- in previsione del fatto che altrettanti euro dovebbero essere incamerati dal Comune prelevandoli a sua volta dalle tasche dei proprietari di terreni agricoli (agricoli sulla carta). A parte la scelta di colpire la montagna, a parte la cifra enorme e dall'origine per ora misteriosa, anche i tempi (a dicembre per un bilancio in chiusura) sono immorali.
IMU sui terreni agricoli di montagna: esattamente quel che NON ci voleva per la ripresa del territorio... 107.354,63 sono gli euro che lo stato sottrae d'autorità al bilancio 2014 (sic!) del Comune di Cesiomaggiore (circa 4100 abitanti). Lo comunica il ministero all'ultimo di novembre per l'anno in corso -ma ci rendiamo conto?- in previsione del fatto che altrettanti euro dovebbero essere incamerati dal Comune prelevandoli a sua volta dalle tasche dei proprietari di terreni agricoli (agricoli sulla carta). A parte la scelta di colpire la montagna, a parte la cifra enorme e dall'origine per ora misteriosa, anche i tempi (a dicembre per un bilancio in chiusura) sono immorali.
IMU: la proposta dei sindaci virtuosi
PROPOSTA DEI SINDACI VIRTUOSIsi chiede al governo che:
Nei giorni scorsi il Governo ha approvato il decreto legge n. 133/2013 con il quale è stata soppressa la seconda rata dell'Imposta Municipale Propria (IMU) 2013 per vari tipi di immobili, in primis le abitazioni principali.
Con il provvedimento in questione è stato, tra l'altro, stabilito che entro il 20 dicembre 2013, lo Stato ristorerà il minor gettito IMU che sarebbe stato riscosso dai Comuni con metà dell'ammontare determinato applicando l'aliquota e la detrazione di base prevista dalle norme statali.
Lo stesso provvedimento prevede, inoltre, che l'eventuale aumento rispetto all'aliquota base deliberato o confermato dal comune per l'anno 2013, sarà versata dai cittadini in misura pari al 40% entro il 16 gennaio 2014 e rimborsato dallo Stato al comune per il restante 60%.
Ciò crea una evidente sperequazione tra Comuni.
Infatti, il Governo andrebbe in questo modo a riconoscere ai Comuni che hanno mantenuto
l'aliquota base sulla prima casa allo 0,4% il mancato gettito parametrato su tale aliquota, mentre ai Comuni che hanno aumentato l'aliquota base anche sino al massimo consentito dello 0,6% lo Stato
andrebbe a versare una quota proporzionalmente ben più alta.
Alla luce di quanto sopra scritto è partita una vera e propria mobilitazione di quei sindaci che non avendo aumentato l'aliquota IMU sulla prima abitazione o avendolo fatto in modo modesto nel 2012 per non gravare pesantemente sulle tasche dei cittadini, si vedono ora, a bilanci già chiusi, penalizzati rispetto a chi ha alzato l'IMU in maniera sostanziosa una volta che si è saputo che il governo avrebbe ripianato l'intero gettito.
Per non aumentare l'imposizione sulla “prima casa” e per far quadrare i conti, molti comuni hanno dovuto operare per l'ennesima volta, quando è andata meglio con tagli ai servizi e alle manutenzioni, quando è andata peggio aumentando l'addizionale irpef, o l'IMU sugli altri immobili: una beffa intollerabile!
Il problema si mostra in tutta la sua gravità dopo il 28 agosto 2013, data in cui il Consiglio dei Ministri n. 22 ha comunicato l'approvazione di un decreto legge che interveniva anche in materia di Imposta Municipale Unica stabilendo che “la tassa municipale sugli immobili relativamente alla prima casa, ai terreni agricoli e ai fabbricati rurali non verrà pagata nel 2013” (così testualmente comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 22 del 28/08/2013 da sito www.governo.it).
In particolare dal mese di settembre molti comuni che non avevano ancora approvato i bilanci hanno deciso di alzare l'aliquota IMU sulla prima casa oltre l'aliquota base, rassicurati dal fatto che il governo sarebbe intervenuto compensando per intero il gettito IMU, indipendentemente dall'aliquota applicata.
E' del tutto evidente che quanto sta accadendo lede in maniera sostanziale il principio di eguaglianza tra tutti i cittadini e tutti gli amministratori in quanto ci sono stati comuni che hanno approvato i loro bilanci quando la normativa prevedeva che l'IMU venisse pagata dai cittadini e altri comuni che invece hanno approvato i loro bilanci successivamente, quando il governo aveva deciso di accollarsi direttamente il gettito IMU della prima casa.
Proposta dei Sindaci virtuosi:
Per confermare un principio di equità e di giustizia distributiva delle risorse pubbliche secondo quanto previsto dalla costituzione;
• le risorse messe a disposizione dal bilancio Statale per garantire il minor gettito IMU 2013 dei Comuni che hanno adottato provvedimenti di aumento dell'aliquota base sulla “prima casa” relativamente alla parte destinata a ripianare la maggiorazione oltre lo 0,4%, siano dirottate nel Fondo di Solidarietà nazionale e ripartite con equità tra tutti i “Comuni virtuosi” in proporzione al numero degli abitanti.
• In alternativa a quanto soprascritto si chiede che le risorse stanziate dallo Stato per la copertura degli aumenti dell'aliquota IMU siano utilizzate per la riduzione del cuneo fiscale per diminuire il costo del lavoro in un momento di pesante crisi economica, così dimostrando che con responsabilità la pubblica amministrazione preferisce all'iniquità tra comuni di serie A e comuni di serie B l'equità a favore dell'occupazione.
La proposta sarà trasmessa all'anci nazionale per essere sostenuta e presentata nei tavoli istituzionali con il governo.
I sindaci dei comuni virtuosi
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