Può il Feltrino rimanere senza il suo unico ufficio IAT..?
Proprio mentre si parla più di sempre del turismo come risorsa
strategica per il futuro del territorio lo IAT di Feltre può essere
messo in discussione?
Lo IAT di Feltre serve prevalentemente il
territorio dell'Unione Montana Feltrina (622,48 km² e 58 285 abitanti),
territorio caratterizzato da centri storici importanti, ville, chiese e
musei (Civico, Rizzarda e Diocesano a Feltre, del Piave a Vas, Storico
della Bicicletta ed Etnografico a Cesio, e poi i piccoli musei come
l'archeologico di Lamon, delle Zoche a San Gregorio, del Mulino di Santa
Libera a Santa Giustina.) e molto altro ancora.
A che serve lo IAT Feltrino? Lo IAT serve a molto se è ben usato.
Intanto è un servizio pubblico che lavora a vantaggio di turisti e
imprese, il che vuol dire dire a vantaggio dell'economia dell'intero
Feltrino, di conseguenza porta vantaggio all'indotto turistico del
territorio e, cosa conseguente, all'occupazione locale. Poi è un centro
istituzionale in cui facile e naturale l'incotro fra gli operatori del
settore, gli ospiti, i cittadini, e i promotori di iniziative e di
eventi. E' il luogo privilegiato delle informazioni.
Già, ma è una di quelle tante cose di cui si capisce l'importanza soltanto dopo che è andata persa.
Guai a noi!
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sabato 31 gennaio 2015
martedì 6 gennaio 2015
Tagli alla spesa pubblica, ma...
30 ottobre 2014
- meno servizi sanitari con attese più lunghe per le visite e gli esami, medicine e prestazioni più costose e impoverimento degli ospedali periferici...
- meno classi con più alunni per classe, meno insegnanti di sostegno, meno strumenti didattici (anche informatici),
- meno comuni con amministratori più distanti dai cittadini, meno manutenzione delle strade e degli edifici, meno servizi culturali, meno biblioteche, meno contributi alle associazioni di volontariato, meno risorse per la protezione civile...
- meno forze dell'ordine, meno scurezza, meno controllo, meno certezza della pena per i delinquenti...
- meno assitenza sociale, meno sostegno ai bisognosi, ai disoccupati, ai pensionati minimi, ai minori, agli anziani...
- meno risorse per le infrastrutture che chiedono le aziende, meno risorse per sostenere il commercio ed il turismo...
Insomma, ci vuol pensare il signor Presidente del Consiglio a spiegare ai cittadini che a fronte delle sue belle parole gli effetti saranno più tasse e meno di tutto per loro?
Se no ci dovremo pensare noi comuni mortali a raccontare la storia dei "tagli agli sprechi" per il verso giusto.
Tagli alla spesa pubblica.
Il signor Presidente del Consiglio vorrebbe gentilmente chiarire ai signori cittadini che l'espressione "tagli alla spesa pubblica" deve essere intesa come segue:- meno servizi sanitari con attese più lunghe per le visite e gli esami, medicine e prestazioni più costose e impoverimento degli ospedali periferici...
- meno classi con più alunni per classe, meno insegnanti di sostegno, meno strumenti didattici (anche informatici),
- meno comuni con amministratori più distanti dai cittadini, meno manutenzione delle strade e degli edifici, meno servizi culturali, meno biblioteche, meno contributi alle associazioni di volontariato, meno risorse per la protezione civile...
- meno forze dell'ordine, meno scurezza, meno controllo, meno certezza della pena per i delinquenti...
- meno assitenza sociale, meno sostegno ai bisognosi, ai disoccupati, ai pensionati minimi, ai minori, agli anziani...
- meno risorse per le infrastrutture che chiedono le aziende, meno risorse per sostenere il commercio ed il turismo...
Insomma, ci vuol pensare il signor Presidente del Consiglio a spiegare ai cittadini che a fronte delle sue belle parole gli effetti saranno più tasse e meno di tutto per loro?
Se no ci dovremo pensare noi comuni mortali a raccontare la storia dei "tagli agli sprechi" per il verso giusto.
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