C'era forse da dubitarlo? La Provincia di Belluno naviga ancora in pessime acque.
Ricordate la marcia del 24 ottobre 2012, quella fatta per salvare la Provincia? Eravamo in tanti quella volta, praticamente eravamo tutti.
Il Corriere delle Alpi il giorno dopo scriveva: «Alla manifestazione di protesta hanno partecipato tutti i sindaci della provincia, tantissimi giovani, la Diocesi con il vescovo Giuseppe Andrich, le associazioni di categoria, del volontariato, del mondo sindacale e politico.» «Molti gli striscioni - riportava il Corriere - che inneggiavano al mantenimento dell’ente provinciale.»
Con quella marcia, secondo il quotidiano, i bellunesi davano "una grande prova di unità: dalle vette dei monti fino al capoluogo, amministratori, politici, sindacalisti, giovani, gente comune, perfino intere famiglie" lanciavano "un forte messaggio a Roma" che nei giorni successivi avrebbe dovuto decidere le sorti di questo territorio.
Si
poteva ben immaginarlo, anzi, al dire il vero, s'immaginava, che Roma,
la bella eterna Roma, dentro i suoi assolati palazzi di capitale,
mormorasse paciosa nei suoi corridoi ... "anvedi 'sti monatanari, ahò,
se vojono mantenè la Provincia... E bisogna capirli, so' montanari...
Eddai, e lasciamojela ancora 'n pochetto 'sta benedetta Provincia...
togliamo loro solo le risorse per farla funzionà, un po' alla volta (che
se abitueno), così che siano loro fra qualche tempo a dicce... «Meglio
che ce la togliate», e quando lo diranno.. zac... gliela la togliamo. Quanta pazienza che ce vo' pè ggovernà a 'sto Paese. Ma se sa: Roma non fu disfata in un sol giorno!"vedi: Dimezzamento del personale delle amministrazioni provinciali.

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